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Sicurezza

Sicurezza sul lavoro

L’opera di costruzione della centrale idroelettrica di Malnisio, e delle opere necessarie al suo funzionamento, ovvero la strada, i canali, la diga, etc. coinvolse tra le 1200 e le 1500 persone e richiese 5 anni. Durante tale periodo spesso gli operai dovettero lavorare in condizioni pericolose e ci furono delle vittime.

Così Zenari ricorda quegli anni:
“Quella strada!? Fu opera faticosa e dura scavarla [...] ad ogni passo avanzato cogli escavi era passo guadagno a spese di pericolo per gli operai e per noi anche sostenuti quasi sempre alle funi cui era forza assicurarsi e a spese purtroppo qualche volta di vite umane”.

Una volta entrata in funzione le condizioni di lavoro erano naturalmente meno pericolose ma operare in un impianto industriale vicino a macchine come le turbine e gli alternatori, con organi in movimento o rotazione esposti comporta comunque molti potenziali pericoli.
Un’altra fonte di pericolo era rappresentata dalle linee di distribuzione della corrente: è capitato che alcuni operai, dovendo lavorare sui tralicci o su parti della linea aerea, per errore si trovassero a operare su tratti in tensione, rimanendo folgorati. Una tale condizione non deve mai verificarsi ed esistono dunque delle procedure estremamente rigorose per garantire che gli operatori sulle linee non si trovino mai a lavorare su tratti in tensione.

Se nel caso del personale è possibile prevenire gli incidenti attraverso la formazione e il rispetto rigoroso delle procedure di sicurezza, questo non vale per chi vive sul territorio attraversato dalle linee di trasporto e distribuzione: come impedire a un ragazzino di arrampicarsi su un traliccio o di avvicinarsi troppo all’orlo di un canale? In questo caso la strada percorsa era quella della dissuasione, rendendo difficile compiere azioni pericolose e sfruttando segnaletica particolarmente diretta.